Il Progetto

[…] gli uomini riusciranno a vivere in un mondo più equo, meglio organizzato, un mondo più valido, soltanto quando le donne avranno uno status più equo e più valido; la conquista dell’uguaglianza li riguarda entrambi.

Simone de Beauvoir

L’Italia di oggi ci racconta di donne che non hanno potere politico, che non fanno carriera e non arrivano ai posti dirigenziali, lavoratrici spesso discriminate, scoraggiate e vittime di mobbing. Perché?
Inoltre, per le donne italiane, la maternità è un handicap che rallenta o addirittura blocca del tutto i loro percorsi lavorativi. Troppo spesso in Italia una donna deve scegliere tra fare figli o lavorare. Perché non può ambire a entrambi i traguardi, come fanno le donne in altri paesi europei?
Lo strumento per riflettere intorno a queste questioni è il teatro in una sua forma particolare: il teatro-forum.
Il teatro-forum è uno spettacolo che, in un secondo momento, diventa interattivo e dà inizio a un dibattito e a una riflessione pubblica su una determinata problematica. In pratica, lo spettacolo mette in scena una situazione conflittuale: uno dei protagonisti esprime una volontà che è ostacolata o negata da un antagonista. Gli spettatori, invece di rimanere seduti pensando “al posto di quel personaggio avrei fatto…”, sono invitati, dopo lo spettacolo, a esprimere sulla scena le proprie idee, prendendo il posto di un personaggio e confrontando la propria volontà di trasformazione con le reazioni degli altri personaggi. Ogni azione proposta, o non-azione, ha inevitabilmente delle conseguenze e gli attori rimasti in scena  reagiscono in base alle proposte fatte dallo spettatore, che diventa lui stesso attore per qualche minuto.

Vogliamo creare un’occasione per pensare insieme, per uscire dall’apatia e dall’isolamento, per far emergere, insieme, quante più possibilità per tentare di modificare la situazione, sapendo che ognuno di noi porta con sé risorse e capacità d’azione e che non è dall’alto o dall’esterno che arrivano le soluzioni.